Vai al contenuto principale
Fungopass
Menu

Guida

10 errori da non fare al primo giro di funghi

Molti dei problemi che si trova addosso un principiante — multe, cestino vuoto, avvelenamenti — dipendono da errori evitabili con un minimo di preparazione. Ecco i 10 che vediamo ripetersi più spesso.

1. Usare sacchetti di plastica

Il primo errore, banalissimo. I funghi in un sacchetto chiuso fermentano in 30 minuti: arrivi a casa con una poltiglia. Inoltre in molte regioni (Emilia-Romagna, Veneto) i contenitori chiusi sono esplicitamente vietati perché impediscono la dispersione delle spore durante il trasporto. Serve un cestino rigido e aerato: vimini, plastica forata, zaino porta-cesto. Ne parliamo nella pagina cestini.

2. Strappare il fungo dal terreno

Sotto a ogni fungo c'è il micelio, una rete sotterranea che è "il fungo vero" e che continua a produrre per decenni. Strappare il gambo significa danneggiare il micelio. La tecnica corretta: taglio netto alla base con il coltello, o al limite rotazione delicata per estrarre il gambo intero. Mai tirare o rastrellare il terreno. I coltelli da fungo hanno una lama apposita per questo.

3. Andare nei giorni sbagliati

L'errore ricorrente di chi fa funghi in Emilia-Romagna: uscire un lunedì o un mercoledì. In quella regione la raccolta è consentita solo martedì, giovedì, sabato e domenica. Nulla a che vedere con la quantità: se ti trovano nel bosco con il cestino in un giorno vietato, scatta la sanzione. Controlla sempre i giorni nella scheda della tua regione prima di pianificare l'uscita.

4. Ignorare le quantità massime

Tre chilogrammi sembrano tanti finché non trovi un ceppo di porcini. Il limite giornaliero in quasi tutte le regioni italiane è 3 kg al giorno per persona, con sottolimiti specifici: in Emilia-Romagna max 1 kg di ovulo buono (Amanita caesarea) e 1 kg di prugnolo (Calocybe gambosa), in Veneto 1 kg per ciascuna specie elencata. Superare il limite comporta multa più confisca. Il tuo cestino da casa non va oltre il limite senza che tu te ne accorga.

5. Raccogliere senza tesserino

Dove il tesserino è richiesto, viene sanzionato anche chi non ha ancora raccolto nulla. Basta trovarsi nel bosco col cestino. In alcune regioni (Lombardia) la raccolta è libera sul territorio generale, in altre (Piemonte, Toscana, Veneto) il titolo è obbligatorio ovunque. Leggi la guida sul tesserino per capire come regolarizzarti.

6. Fidarsi solo delle app di riconoscimento

Le app (iNaturalist, Picture Mushroom, Champignouf) sono strumenti utili per farsi una prima idea, ma non sono affidabili al 100 %. I funghi velenosi hanno sosia commestibili quasi identici. Prima di mangiare qualsiasi fungo fallo controllare dal servizio micologico dell'ASL: è gratuito, dura pochi minuti, esiste proprio per salvarti la vita. L'Amanita phalloides, responsabile del 90 % degli avvelenamenti mortali in Italia, viene confusa con funghi eduli anche da raccoglitori esperti.

7. Raccogliere funghi troppo giovani o troppo vecchi

I funghi troppo giovani (con il cappello ancora chiuso a palla) non sono ancora maturi e non hanno rilasciato le spore: raccoglierli impedisce la riproduzione. Quelli troppo vecchi invece sono spesso bacati, fradici, inizialmente buoni si deteriorano in poche ore. La regola empirica: cappello aperto ma non ancora rovesciato, consistenza soda al tatto, nessun verme visibile al taglio. Alcune regioni vietano esplicitamente la raccolta di esemplari troppo giovani.

8. Entrare in aree vietate

Parchi nazionali e regionali, riserve naturali integrali, aree a vincolo archeologico: in molte di queste zone la raccolta è vietata o richiede autorizzazioni specifiche diverse dal tesserino normale. Anche le aree di nuovo rimboschimento fino a 15 anni (lo dice la norma lombarda, ma vale in più regioni) sono off-limits. Se hai dubbi, controlla la mappa delle aree protette sul Geoportale della tua regione, o contatta l'ente gestore.

9. Non far controllare il bottino

Questo è l'errore che può ucciderti. Ogni anno in Italia ci sono intossicazioni gravi e decessi da funghi raccolti da persone che "erano sicure" del riconoscimento. Il servizio micologico delle ASL è gratuito, pubblico e disponibile in tutta Italia nelle zone a tradizione raccoglitrice. Chiama, porta i funghi, aspetta 10 minuti per il via libera. È l'unico modo davvero sicuro di mangiare funghi selvatici.

10. Entrare in terreni privati

Non tutti i boschi che vedi sono accessibili. I terreni privati, specialmente se recintati o segnalati, non sono soggetti al tuo tesserino: ti serve il permesso del proprietario. Lo stesso vale per i terreni coltivati, tartufigeni (spesso segnalati con appositi cartelli) e quelli a vincolo specifico. L'accesso senza autorizzazione configura anche possibili profili di invasione di terreni (art. 633 c.p.) oltre alla sanzione amministrativa.

Prossimi passi